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“L’Editoria marchigiana nel nuovo millennio.

Le sinergie tra tecnologia ed istituzioni per una diffusione della cultura del libro”

Cartacanta - Civitanova Marche, 28/10/2018

Quadro generale:

La crisi generale che ha colpito l’economia italiana, ha segnato una diminuzione anche del mercato dell’Editoria italiana, da sempre difficile. A partire dal 2011, una costante diminuzione delle vendite ha portato ad una rivoluzione nei rapporti dei grandi gruppi italiani dell’editoria. Dapprima l’accordo del 2014, tra Messaggerie Libri e Feltrinelli, ha scosso il quadro generale dei rapporti di forza del mercato librario, poi, nel 2016, la fusione tra la Mondadori e il gruppo RCS, ha evidenziato ancora di più che l’oligopolio, che da sempre gestisce il mondo del Libro in Italia, ha dovuto compattarsi per fare fronte ai cali di bilancio impressionanti subiti. Per capirne l’entità, Mondadori dal 2011 aveva perso una media del 20% delle entrate, mentre la RCS era arrivata al 40% di perdita.  Del resto la tendenza a unire dei grandi gruppi editoriali, parte dalla fusione del 2012 di Penguin e Random House (tedeschi e britannici), che hanno creato la casa editrice più dominante del mondo. Il mercato del libro in Italia è così suddiviso: Mondadori/RCS 38%, Gruppo Spagnolo 10%, Giunti 6%, Feltrinelli 5%. Questo significa che il 60% del mercato è controllato di 5 gruppi editoriali, mentre il 30-35% del mercato è suddiviso in circa 40 case editrici medio-grandi. Alla piccola editoria rimane un 5-10%.  La media delle vendite di un libro, nel corso della sua vita editoriale, è, statisticamente parlando, di 300 copie. Tenuto conto che i best sellers vendono centinaia di migliaia di copie, il quadro generale reale è che la maggior parte dei titoli non superano le 10 copie, quando va bene. Nonostante questo dato, ogni giorno escono 150 libri tra novità, nuove edizioni e ristampe. Il mercato generale ha subito però una rivoluzione con il successo del gruppo Amazon, che ha stravolto i meccanismi della vendita del libro. E’ difatti la vendita on line che rende fruibile a livello nazionale, da casa, sostanzialmente tutte le novità librarie. La concorrenza dei prezzi ridotti dapprima della GDO, poi di Amazon, ha costretto il Parlamento a limitare la scontistica delle vendite al 15% del prezzo di copertina. Se questo ha certamente inciso sulla diminuzione delle vendite nei supermercati, non ha invece influenzato la crescita di Amazon. La creazione di servizi come Amazon-Prime, consegne in massimo 24-48 ore, e, soprattutto una proposta commerciale a 360 gradi, non solo di libri, fa del colosso californiano il più grande e-store del mondo. Viene indicato che il 5 % delle vendite di libri in Italia passa per questo canale. Non meno importante è la produzione di ebook. Il 16,3% del mercato editoriale passa per la tecnologia digitale e il 25% dei lettori dichiara di aver letto almeno 1 ebook. Amazon con i Kindle, Mondadori con i Kobo (lettori digitali) hanno favorito la diffusione di questo prodotto, ma i nuovi telefonini permettono, con semplici PDF, una buona qualità di lettura.

Le Marche e l’editoria:

Le case editrici nelle Marche rappresentano all’incirca 1,7% del quadro nazionale, produce l’1,2% dei titoli prodotti in Italia, mentre stampa circa il 6,3% delle copie totali. In realtà esiste nella nostra regione una presenza diffusa di  micro-editori, frutto della passione di individui o di gruppi che raccolgono i lavori di autori locali, spesso di buona qualità editoriale, e ne fanno libri, scontrandosi però con un mercato libraio asfittico e ostile alle loro proposte.

La questione di fondo è che stampare libri è facile, venderli, molto meno!

La distribuzione libri:

Due sono i principali distributori nazionali di libri: Messaggerie/Feltrinelli e Mondadori. I costi della distribuzione va dal 50% del prezzo di copertina per quelli regionali, fino al 60% di quelli nazionali. Solo chi produce almeno 10 libri l’anno viene ammesso alla distribuzione ma non è così scontato accedervi. Se il progetto editoriale non convince il distributore, la richiesta è rifiutata. Per capire il senso di questa richiesta di produzione minima bisogna approfondire il discorso. La distribuzione libraia nazionale è fondata su una “bolla finanziaria” che schiaccia tutti gli editori medi e piccoli. Ad esempio: se vanno in distribuzione mille copie di un libro l’editore viene pagato per quelle mille, ma ovviamente non tutte saranno vendute, e circa sei mesi ,dopo ne vedrà tornare indietro 6-700.  A questo punto però, anziché rimborsare il distributore, l’editore manda in distribuzione altri libri per coprire quel debito e, da imprenditore, ne manda anche altri per cercare un guadagno. Sei mesi dopo però il distributore gli restituirà più libri della volta precedente, fino al fallimento dell’editore. Un vortice finanziario che spinge ad un’iperproduzione. Non sono meno pesanti i tempi del rientro economico dal distributore all’editore. I tempi variano dai 120 ai 180 giorni dalla fatturazione mensile. In mancanza di novità, la vendita è tutt’altro che assicurata, quindi per cercare di rientrare degli investimenti effettuati (stampa, spedizione, promozione, etc.), bisogna pubblicare libri nuovi. Ciò distrugge l’economia di un’impresa editoriale, il primo colpevole è proprio il magazzino.  I Resi diventano fonte di debiti dell’editore ma la distribuzione nelle librerie è fonte di indebitamento anche delle stesse.

In Italia sono circa 2200 le librerie, e quelle indipendenti sono circa il 50%. Esiste da tempo una spinta alla chiusura o alla cessione a grande catene, di questo fondamentale anello della cultura libraia.  L’attacco è partito dalla liberalizzazione della vendita del libro alla GDO, poi l’avvento di Amazon, la crisi economica, rende difficilissima la gestione economica del libraio indipendente. La bolla finanziaria dell’industria editoriale, costringe i librai indipendenti a dover accettare (e pagare) tutti i libri inviati dalla distribuzione. Da qualche tempo Messaggerie ha creato Fast Book, che spedisce solo i libri richiesti, ma non tutti i titoli vengono gestiti da loro.  Le grandi catene di librerie stanno da tempo diversificando l’offerta con la proposta di libri unita ad alimentazione e altre proposte commerciali. La libreria classica è sempre più in difficoltà. Altra considerazione: per il piccolo editore fare una produzione di 1500-2000 copie per un titolo, che permetta di essere presente in una libreria moderna con 1 copia, è un azzardo insensato.

Lettori:

In Italia il 43% delle persone dai 6 anni in su dichiara di leggere almeno 1 libro l’anno. Il 55% non legge alcun libro. Nelle Marche la percentuale di lettori è del 40%.

Scuola:

Il 18,6 per cento degli italiani – cioè quasi uno su 5 – lo scorso anno non ha mai aperto un libro o un giornale, non è mai andato al cinema o al teatro o a un concerto, e neppure allo stadio, o a ballare. Ha vissuto prevalentemente per la televisione come strumento informativo fondamentale, e non è azzardato credere – visti i dati di riferimento della scolarizzazione – che la sua comprensione della realtà lo piazzi a pieno titolo in quell'80 per cento di analfabeti funzionali (che riguarda comunque un universo sociale drammaticamente molto più ampio di questa pur amara marginalità). Per essere più precisi, i dati Istat indicano che il 28% degli italiani di età superiore ai 6 anni è a livello culturale dei primi anni di scuola elementare. Solo il 35% supera il livello dei primi anni delle scuole superiori. Il 3,6% della popolazione generale ha un titolo di laurea, l’analfabetismo ufficiale è del 2%. Il 33% della popolazione è a rischio di analfabetismo di ritorno.

Biblioteche:

Nelle Marche ci sono circa 120 biblioteche. In Italia circa 10.000.

La Regione Marche:

La Regione Marche regola i rapporti con il mondo dell’Editoria tramite la Legge Regionale n. 4 del 09-02-2010, poi attraverso il Piano Triennale della Cultura (quello attuale va dal 2017 al 2019). Proprio qui si recita: “In attuazione della l.r. 4/2010 (articolo 13, comma 1, lettera a) la Regione compartecipa alla realizzazione di pubblicazioni - anche multimediali - di particolare interesse regionale, rivolte alla conoscenza, alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio storico, politico e culturale delle Marche, promosse da enti locali, associazioni, istituti di ricerca, editori, fondazioni ed altri organismi senza scopo di lucro. Le editoriale, apparati critici, iconografici, ecc.); recupero catalografico-conoscitivo di patrimonio di grande pregio; sinergia di relazioni, studi ed interventi interregionali e sovraregionali; valorizzazione dei beni culturali.

Al fine della determinazione del contributo da assegnare alle varie pubblicazioni si terrà conto dei parametri di seguito indicati: valorizzazione di aspetti regionali; qualità scientifica dell'opera; ampia diffusione/distribuzione editoriale dell'opera; originalità dei temi trattati; patrocinio e/o compartecipazione di altri soggetti alle spese editoriali; valorizzazione di temi interregionali. Saranno sostenuti gli editori marchigiani che pubblicano opere di giovani autori o esordienti che trattino temi che valorizzino il patrimonio storico-culturale delle Marche o scrivano opere brevi o racconti. Attività di valorizzazione e promozione dell’editoria marchigiana Si prevede la partecipazione della Regione alle principali fiere ed appuntamenti espositivi di settore (articolo 13, l.r. 4/2010) nonché azioni di sostegno per gli editori al fine di favorire la partecipazione a fiere ed iniziative legate al libro che valorizzino la relativa filiera produttiva come la “Fiera nazionale della piccola e media editoria” di Roma, “Cartacanta” che si svolge a Civitanova Marche, “Macerata Racconta” con la “Fiera dell’editoria – MARCHE Libri” ed altre che si tengono annualmente sul territorio regionale che, oltre ad essere una vetrina per valorizzare l’intero settore ed attrarre il pubblico dei lettori, rappresentano un momento di incontro e di confronto per le varie realtà e imprese legate all’editoria.”. E’ proprio di questi giorni il rinnovo del bando di finanziamenti per progetti editoriali.

Conclusioni sintetiche:

Il mercato editoriale è soggetto ad una rivoluzione sostanziale di cui la crisi economica è stato un motore dominante. Non si può continuare a produrre cultura con metodi ormai obsoleti. La Scienza ha ormai modificato la società in maniera globale. La Cultura deve fare i conti con questo e l’Editoria non è esente da questo sforzo. La tecnologia non è giusta, né sbagliata. E’ uno strumento che dà opportunità con insite numerose controindicazioni. Solo un’azione congiunta di istituzioni, imprese, operatori culturali, ci garantisce che l’evoluzione sia positiva per la società.

Quali prospettive?

La rivoluzione tecnologica sta creando le condizioni per una “democratizzazione” del mondo dell’editoria, permettendo di superare i vincoli strutturali che per decenni hanno assicurato un potere assoluto all’oligarchia editoriale italiana. In primis il problema della distribuzione libraria e della visibilità ad un vasto pubblico. Amazon è il cardine di questa nuova situazione. Non è più obbligatorio cercare un distributore per le librerie e non sono fondamentali neanche le librerie. Ora chiunque può ordinare qualsiasi libro tramite il web. Sempre nel web ci sono modi di superare i blocchi per la promozione libraria che una volta erano dettati dai mass media classici (giornali, riviste, tv), sempre di proprietà dei grandi gruppi editoriali.   Oggi con un semplice sito, o un blog, con You Tube, si possono creare i nostri canali informativi, veicolati ad un ampio pubblico grazie ai social media (Facebook, Instagram, etc.), ormai diffusissimi. uesta consapevolezza non deve portare all’esclusione a priori delle librerie indipendenti, al contrario occorre cercare con loro un rapporto diretto, che valorizzi i libri dei piccoli editori con promozioni attraverso presentazioni editoriali, spazi adeguati e attività coordinate. In secondo luogo, sempre grazie ad Amazon, non occorre più stampare migliaia di copie. Il loro sistema permette di spedire le copie man mano che vengono vendute.  Anche l’aspetto finanziario è agevolato dalla politica Amazon, che si prende il 51% del prezzo di copertina ma paga a 60 giorni dalla fatturazione mensile. Ciò significa che i tempi dell’investimento iniziale diventano gestibili anche da una piccola economia gestionale. Una seconda rivoluzione tecnologica favorisce il piccolo editore: la stampa digitale.  Con un costo poco più oneroso del classico off-set, si possono fare tirature mirate, che evitano il problema del magazzino dell’invenduto. Grazie a questi nuovi fattori ci sono le condizioni per la sopravvivenza di una piccola casa editrice.

Tuttavia non la garantisce.  La fase storica che viviamo è indicativa della necessità di una concertazione operativa che unisca tutti gli stati generali dell’editoria allo scopo di favorire una diffusione della lettura e, quindi, della cultura. Gli interessi del settore editoriale devono superare l’interesse del singolo di vendere qualche copia in più tramite l’acquisto della Regione Marche, senza avere un quadro generale degli obiettivi.

Obiettivi comuni:

-Tavolo di lavoro per l’editoria marchigiana:

creare dei periodici momenti istituzionali per una programmazione volta alla realizzazione dei principi inseriti nel Piano Triennale della Cultura, in cui siano chiamati editori, biblioteche, e altri operatori del mondo dell’editoria.

-La valorizzazione del patrimonio culturale regionale (monumenti, aree archeologiche, etc.) tramite la creazioni di progetti editoriali, è fondamentale. Così come la valorizzazione di testi, studi, ricerche e quant’altro è previsto nel Piano per la Cultura Triennale 2017-2019.

La Regione Marche può agevolare il successo di tali progetti attraverso:

·         La garanzia che i libri pubblicati arrivino a tutte le biblioteche regionali. Evitare gli sprechi di intere scatole di libri, lasciati macerare in magazzini per anni, prima del loro smaltimento.

·         Creare un coordinamento tra le comunità dei marchigiani fuori regione e all’estero e gli editori, favorendo iniziative promozionali condivise.

·         Favorire la pubblicazione degli stessi testi in lingue straniere, e la promozione degli stessi all’estero.

·         Invitare le istituzioni locali a coadiuvare l’editore nel progetto editoriale che valorizza il territorio di competenza.

-La partecipazione ad eventi rilevanti dell’editoria.

L’azione di sostegno, prospettata dal Piano, deve essere vista in una duplice direzione. Gli Editori devono avere l’opportunità di vendere i propri libri in questi contesti. La Regione, come ha fatto in passato, deve organizzare uno spazio autogestito degli editori, in cui organizzare una libreria degli stessi. Non deve essere gestita dai funzionari regionali, in quanto non è loro competenza. Gli Editori che aderiscono, si organizzano per le vendite. Questo è stato già fatto sia dalla stessa Regione Marche come anche da varie regioni italiane come la Sicilia, la Puglia, la Campania e diverse altre. L’altro aspetto è l’organizzazione di presentazioni di libri, di convegni, a tali eventi. Questo è stato sempre fatto, e va mantenuto.  Gli eventuali Editori che non sono interessati alla vendita, possono utilizzare lo spazio istituzionale della Regione per mettere in mostra i loro libri nelle varie bacheche, come è stato fatto negli ultimi anni.

-Coordinamento con le Biblioteche e le scuole:

Gli editori che consegnano i libri per le biblioteche, possono concordare eventi di promozione diretta nelle loro sedi. Così come è fondamentale il rapporto con scuole di vari ordini e gradi.

-Ufficio per l’Editoria.

E’ auspicabile la creazione di un ufficio regionale per l’Editoria che raccolga i progetti degli editori, ne spieghi le modalità di accesso e sia di supporto per lo sviluppo degli stessi.

-La cultura marchigiana nel mondo:

E’ compito delle istituzioni è favorire la diffusione della cultura marchigiana nel mondo. A tal fine la collaborazione tra gli editori e le comunità dei marchigiani fuori regione e nel mondo può favorire la creazione di eventi per tale scopo. Da queste proposte, e altre che scaturiranno dal dibattito in corso, ci aspettiamo un rilancio condiviso per la cultura del libro nelle Marche, di cui ciascuno di noi ne sia protagonista, a condizione che lo voglia.

  Mauro Garbuglia

 (Edizioni Nisroch-Macerata) 

 


Il 6 e il 7 ottobre, Edizioni Nisroch è stato presente all’evento “I Templari del Monte Cucco” in occasione delle Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata organizzate dal “GAAUM Sentinum”. Nell’importante convegno, tra i relatori troviamo FILIPPO GRAMMAUTA, autore del nostro libro “Storia Antica e Moderna dell’Ordine del Tempio”, per una relazione su “L’arresto dei Templari francesi: strategia e connivenze”.

 

 


 

Dal 26 al 30 settembre 2018 le Edizioni Nisroch sono state presenti  al Festival del Medioevo di Gubbio