ESTRATTO
Ci sono viaggi che non cominciano davvero con una partenza, ma con una frattura. Una fine, un fallimento, una perdita di controllo. Per la protagonista di Scettico Messico, il Messico non è una semplice destinazione: è un territorio di sospensione, uno spazio estremo in cui lasciarsi alle spalle le versioni di sé indossate troppo a lungo.
Tra Città del Messico, Oaxaca, Zipolite e luoghi attraversati più con il corpo che con la ragione, il romanzo segue una donna che fugge da un amore finito, da un’identità diventata stretta, da una vita che sembrava promettere stabilità e invece le ha restituito immobilità. Ma la fuga non è salvezza immediata: è esposizione, rischio, perdita di riferimenti.
Il Messico di Margherita Reali è vivo, sensuale, disturbante, pieno di luce e di ombre. È fatto di strade polverose, autobus sgangherati, incontri imprevedibili, notti inquiete, personaggi marginali, desideri, contraddizioni, attrazioni pericolose e improvvise epifanie. Ogni luogo diventa una soglia; ogni persona incontrata costringe la protagonista a rivedere i propri confini morali, emotivi e identitari.
Con una voce diretta, ironica, ruvida e insieme profondamente vulnerabile, Scettico Messico racconta l’esperienza del lasciarsi andare non come gesto romantico, ma come discesa in una realtà più nuda, dove nulla è garantito e tutto può accadere.
Un romanzo sulla libertà, sulla dipendenza dal desiderio, sulla solitudine, sulla paura e sulla possibilità, dolorosa ma necessaria, di riscrivere la propria storia personale.
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